Pezzi di vita da ex-expat: cosa mi mancava di più della Sicilia

Una pezza per unire, una pezza per legare delle parti strappate. Una pezza per curare una ferita, per illuminare una vetrina appannata e per riportarti sulla strada dalla quale sei arrivata.

La Sicilia è un’isola strana da comprendere, faccio fatica a capirla io che ci sono nata e cresciuta per gran parte della mia vita. O la ami o la odi. Mi sono ritrovata più volte nella situazione di pensare di voler scappare lontano da questa terra, che tanto ti dà e tanto ti toglie. Ti regala la luce, i colori, il profumo del mare e delle cose buone da mangiare. La maestosità del vulcano, il calore della gente e le chiacchiere al mercato. Ma a volte ti toglie la speranza, ti toglie la possibilità di riuscire a trovare un futuro migliore, di inseguire i tuoi sogni e le tue ambizioni.

Ricordi di una siciliana a Parigi

segnalibro con immagine della Sicilia su copertina di un libro su Parigi

All’età di 21 anni, ho fatto le mie valigie, mettendoci dentro tutti quei sogni che non riuscivo a realizzare in Sicilia, e mi sono trasferita in Francia. Sono stata assunta presso Euro Disney (allora si chiamava ancora così) con un contratto di 6 mesi. Dopo la prima fase di adattamento, mi sono trovata davvero bene, tant’è che i 6 mesi sono diventati 3 anni!

In questi 3 anni, ho vissuto delle esperienze incredibili, ho imparato tante cose sul mondo del lavoro e scoperto la mia vocazione per l’accoglienza. Porto un ricordo molto prezioso di quegli anni. Ancora oggi a distanza di tempo sento il bisogno di tornare a Parigi, di tanto in tanto, per riconciliarmi con una parte di me che è ancora rimasta tra le vie di Montmartre e lungo la Senna. Ma in questi 3 anni lontano dalla Sicilia, ho passato anche dei momenti di sconforto e di profonda solitudine.

Cosa mi mancava della Sicilia

tovaglietta colazione con la sicilia

Mi mancava la mia famiglia ovviamente, ma questo è scontato! Vorrei invece raccontarti ciò che più mi mancava della mia terra. Mi mancava l’odore del caffè che preparava la mia mamma al mattino e il profumo delle melanzane fritte la domenica a pranzo. Mi mancava uscire per strada e chiacchierare del più e del meno con il fruttivendolo o con la signora alla fermata dell’autobus “oggi malutempu c’è!“. Mi mancava a muntagna, l’Etna, la mia coordinata spaziale che mi aiuta sempre ad individuare e capire dove voglio andare. Ma soprattutto mi mancava il mare...“U scrusciu du mari” come dice Camilleri. E poi, l’odore della salsedine e il contatto dei miei piedi sulla sabbia.

Quando ero triste, la mia vista cercava disperatamente “grandi distese d’acqua” per poter colmare quella mancanza. Ricordo che ogni giorno prendevo il treno (RER A) che mi portava al lavoro. Lungo la strada si passava davanti un laghetto artificiale, il lago di Lognes…nella mia testa immaginavo di vedere il mare di casa, questo mi faceva stare meglio! Se poi avevo davvero bisogno di ritrovare un livello di pace interiore “più alto”, allora durante i miei giorni liberi mi fiondavo a Parigi e passavo molto tempo ad osservare la Senna dal Pont Saint Michel.

la senna e notre dame de Paris

Cosa ti manca della Sicilia: nuove consapevolezze

pezze di sicilia

Durante l’ultimo anno di permanenza in Francia, avevo lasciato Disneyland Paris per cercare nuovi stimoli e fare nuove esperienze. Avevo trovato lavoro presso i Bateaux Parisiens, società che organizza escursioni, pranzi e cene romantiche sulla Senna. Era un posto di lavoro molto prestigioso, sia per la posizione geografica in cui mi trovavo che per la tipologia di lavoro che facevo. Ogni giorno vedevo la maestosa Torre Eiffel e mi sentivo davvero fortunata.

Un giorno però mentre andavo al lavoro, osservando la Dame de Fer, stranamente la vedevo sempre più piccola, meno maestosa e imponente, ma solo un freddo pezzo di ferro disegnato tra i cieli di Parigi. Avevo capito che quello era un segnale forte, ero infelice e nemmeno la città più bella del mondo riusciva a farmi stare bene. Era giunto il momento di ritornare a casa…

tour eiffel ricordi della mia vita in Francia

Sicilia mi manchi troppo, torno a casa

libro con segnalibro della Sicilia
Paulo Coelho- L’Alchimista

Il ritorno in Sicilia è stato a dir poco traumatico! Ho passato più di tre anni a sognarla, pensarla ed amarla, ma quando sono rientrata la odiavo già e sentivo nuovamente il bisogno di andare via. Questa non è pazzia, te lo giuro, ci ho messo diversi anni per capire questo mio stato d’animo inquieto e insoddisfatto. Solo adesso che sono diventata madre riesco a mettere a fuoco alcune cose che durante il mio percorso mi sembravano sfocate e appannate.

Ho messo delle pezze, delle pezze che hanno colmato le mie mancanze e per quello non è stato necessario andare chissà dove per trovarle. Ma ho dovuto fare molta strada prima di arrivarci, esattamente come il pastorello Santiago nel libro l’Alchimista, il quale, prima di capire che il suo tesoro si trovasse lì, proprio sotto i suoi occhi, ha dovuto compiere un lungo viaggio dalla Spagna fino alle piramidi d’Egitto.

Se te lo avessi detto, non avresti visto le Piramidi. Sono molto belle non trovi?

Paulo Coelho- L’Alchimista

Le Pezze di Sicilia invece le trovi su Facebook alla pagina Pezze di Sicilia, Cucito Creativo. Le creazioni sono di Monica, una talentuosa artigiana palermitana, anche lei innamorata follemente della nostra terra. Le creazioni Pezze di Sicilia sono interamente realizzate a mano. Ogni prodotto è diverso dall’altro e questo attribuisce un valore unico e prezioso ad ogni pezzo! La Sicilia è meravigliosa anche nella sua forma, non credi?

Ma adesso tocca a te, raccontami: sei o sei stato un expat? Cosa ti manca o cosa ti mancava di più della tua terra? Ti aspetto nei commenti!

 

Post in collaborazione con Pezze di Sicilia.

logo di claireinsicily blog di viaggi e vacanze in sicilia con i bambini

 

 

Informazioni su Claire 87 Articoli
Sono Chiara, mamma di due piccoli esploratori classe 2015 e 2013. Racconta-storie siciliane per passione ma con la valigia sempre pronta per vivere nuove avventure all'estero...

18 Commenti

  1. Cosa mi manca di più? Gli affetti, gli amici, le comodità. I nonni vicini e quel senso di sicurezza che il non avere nessuno qui ti fa sentire… Gli odori anche, ma soprattutto, come ben racconti tu, se mai ci sarà un rientro, ma spero di sì, sarà un grosso punto interrogativo..

    • Eh sì questo è un quesito che credo si pongano in molti. Perché se da un lato si torna a casa, alle proprie radici, la famiglia e tutto l’altro canto magari si perde una situazione lavorativa ottimale…

  2. Je me souviens Chiara!… J’ai été tellement triste de n’avoir rien pu faire pour toi!…
    Moi aussi maintenant je suis une “expat” et Paris me manque beaucoup.
    Comme toi j’aime Montmartre avec sa Butte et ses ruelles, Notre Dame et les quais avec le marché aux fleurs et les bouquinistes, le merveilleux Musée du Louvre avec sa somptueuse Pyramide, le Champ de Mars et la Tour Eiffel. Quels inoubliables moments que ceux passés sur les “bateaux-mouches” avec La Conciergerie, l’Ile de la Cité, La Sainte Chapelle…
    Chaque pays a ses merveilles, et ce sont celles que l’on garde dans son cœur à jamais.
    Merci Chiara de continuer à aimer Paris et de faire profiter de ta connaissance de cette ville à toute ta famille.
    Je t’embrasse très fort.

  3. La mia vita da expat è durata poco ma ricordo che ciò che mi mancava maggiormente era il cibo (da tipica italiana) e il modo di vivere le amicizie. Non sono stata troppo contenta di tornare a casa, stavo bene, vivevo la mia indipendenza e sperimentavo in continuazione, chissà che non si possa ripetere!

  4. Questo post mi è piaciuto un sacco! È caldo, autentico, sincero. È molto siculo. Mi piacerebbe sapere cosa ti ha fatto riconciliare con la parte inquieta e insoddisfatta e come lo colleghi al fatto di aver avuto un figlio…

  5. Stupendo ed emozionante questo tuo racconto! Mi ci sono immedesimata molto per quanto riguarda il mio periodo da expat a Londra e la mancanza che ogni tanto provavo per la mia Liguria. Hai ragione, il rientro è difficile e traumatico… ma con impegno e buona volontà si riesce a trovare il tanto agognato equilibrio anche a casa propria!

  6. Molto bello questo post, da espatriata capisco benissimo il dilemma. A me manca da morire il mare, determinati cibi, il luogo come il bar dove bere un espresso al volo, il calore delle persone, l’odore della resina dei pini marittimi, albero tipico romano. Non è facile vivere lontani, un pezzo di cuore è sempre altrove.

  7. Capisco il tup stato d’animo ed io sono ancora una expat, vivo a Barcellona da 9 anni. Mi manca la mia citta’ pero credo di aver fatto pace con me stessa ed ho capito che al momento non posso tornare perche’ non mi offre lavoro la mia citta’. La mia famiglia e gli amici di sempre mi mancano pero’ qui ormai ho una vita.. vediamo che mi offrira’ l’universo.. non si sa mai nella vita..

  8. Credo che potremmo andare ovunque ma la nostra terra è sempre dentro di noi anche se a volte la reputiamo un nemico da cui fuggire e non tornare. Io sono ormai da anni lontana da casa, non posso dirmi expat perché vivo in Italia ma sono comunque lontana dalla famiglia. Anche a me spesso manca il profumo del caffè della mia mamma la mattina ❤️

  9. Ciao Silvia, mi sono commossa a leggere le tue parole. Non sono siciliana ma sono un expat costretta ad esserlo e spesso vengo assalita dalla nostalgia di casa. Tuttavia, credo che per me non sia arrivato il momento di tornare a casa, credo che sia arrivato il momento di fare la nomade per poi, forse, tornare a casa. Spero di riuscirci prima o poi 🙂

  10. Sono ancora nella fase del trauma da rientro e continuo a chiedermi chi me l’ha fatto fare di rientrare. Certo qui c’è la mia famiglia, ma quanto a carriera e seguire le proprie ambizioni non c’è nulla… e poi mi manca il curry inglese più di quanto mi mancasse la pizza italiana 😉

    • Guarda ti capisco perfettamente, quando sono rientrata dalla Francia anche per me è stato un trauma. Purtroppo professionalmente, qui in Italia, abbiamo ben poche opportunità!

  11. Hai fatto una bellissima esperienza che ti ha portato a crescere ed essere ciò che sei. Sei stata coraggiosa! Io con tutto l amore che ho per viaggiare non l ho mai fatto… chissà.. cosa mi riserva la vita! Andrei volentieri via un paio di anni!

  12. Bellissimo questo post Chiara! Io non sono una expat ma ho vissuto in tre regioni molto diverse d’Italia e in ciascuna ci sono pezzi di cuore e di me stessa… che ancora sto imparando a conciliare.

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