Professione Travel Blogger, lavoro tra finzione e realtà

una travel blogger al lavoro

Oggi entro ufficialmente nel secondo anno di vita da Travel Blogger. Cosa è cambiato da allora? E cosa significa essere Travel Blogger? Lo possiamo considerare davvero un lavoro o, al contrario, si tratta solo di un hobby, una passione attraverso la quale si mostra al mondo, o per lo meno, a chi ha deciso di seguirci, il nostro amore per i viaggi? In questi ultimi due anni mi sono fatta la mia idea, che non sempre corrisponde al mondo glitterato e filtrato delle pose in stile Instagram.

Quando e perché ho deciso di aprire un blog di viaggi?

donna in camper verso la monument valley
On the road verso la Monument Valley

USA Aprile 2017: viaggio on the road in camper alla scoperta del West americano. La scintilla si è accesa lungo le strade dell’Arizona: tra il Grand Canyon e la Monument Valley. Ho pensato a quanta meraviglia stessi “assorbendo” in quello splendido viaggio. A quanto coraggio, mio marito ed io, avessimo consumato decidendo di partire con due bambini piccoli. Alla voglia che avevo in quel preciso istante, di immortalare quel momento, di condividerlo, di renderlo eterno.

donna alla monument valley

Una scintilla che ha continuato a brillare, una volta rientrata al campo base, la mia casa, la Sicilia. Ho pensato che da quel momento avrei fatto di tutto per scoprirla assieme ai miei figli. Perché non mi sono mai rassegnata alle domeniche al centro commerciale o limitata ad aspettare che gli altri organizzassero qualcosa.

una famiglia in gita a Pantalica

Ci devi mettere la faccia, dicono, io aggiungo anche i piedi, le gambe e la testa, senza dimenticare il cuore.

Travel Blogger: possiamo chiamarlo lavoro?

una travel blogger che scatta una foto

Ho iniziato per gioco, per pura passione. Mi trovavo in un momento della mia vita in cui uscivo dal ruolo esclusivo di mamma che, dopo la nascita del primo figlio mi ero ricamata attorno. E non fraintendermi, amo i miei figli più di qualsiasi altra cosa o essere al mondo, ma fare solo la mamma a me non bastava più. Sentivo fortemente l’esigenza di riprendere le mie passioni in mano (e i viaggi per me lo sono sempre stati). E così ho fatto. Nel giro di due anni mi sono creata un lavoro da sola e di questo non posso che esserne fiera.

Quanto guadagna un Travel Blogger?

 

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Un post condiviso da Chiara (@claireinsicily) in data:

Voglio entrare più nello specifico e dirti subito che questo lavoro non mi paga l’affitto, non mi paga le bollette e da mangiare. Inizialmente riesci a coprire le spese per il servizio di hosting, passarti qualche capriccio per acquistare una buona macchina fotografica, fare dei corsi. Ma io sto parlando del mio blog, un blog attivo da due anni che deve ancora crescere, nonostante quest’estate, nel mese di Agosto sia stato letto da 14 mila persone.

Ma questi sono ancora numerini, paragonati ai grandi blog di viaggi presenti in Italia. Dove l’aggettivo grande non è sempre sinonimo di qualità. La parola grande si riferisce al numero (questi famosi numeri) di lettori, di fan su Facebook e di followers su Instagram e altri social.

Mettiamola così: se a un colloquio di lavoro ti chiedono le tue esperienze lavorative, nel mondo del blogging la prima domanda sarà: quanti followers hai? Ma ci torniamo dopo sull’argomento followers.

È vero che un Travel Blogger viaggia gratis?

donna che fa colazione in hotel a Vulcano

Se vogliamo credere alle inserzioni fuffa del tipo “Diventa Travel Blogger e viaggia gratis” allora ti prego, chiudi questa pagina e cerca altri post. Se invece la favoletta del “viaggiarono, felici (gratis) e contenti” non ti convince allora continua a leggere.

La risposta è NO, un travel blogger non viaggia mai gratis, nemmeno quando pensi che in realtà lo stia facendo, e adesso cerchiamo di capire perché:

  • Un travel blogger, alle prime armi, difficilmente riesce a farsi sponsorizzare un viaggio o farsi ospitare in cambio di un soggiorno. Tutto giusto. Ragazzi all’inizio bisogna sudarsela. Con questo non voglio dire che bisogna svendersi, ma mettiamoci nei panni di un albergatore? Quale valore aggiunto avrebbe, lui, investendo su qualcuno che ha scritto due articoli sul blog, con pochissime visualizzazioni, poco seguito e interazioni sui canali social? Nessuno.

Parlo per esperienza personale, ma all’inizio (e capita ancora adesso) mi sono finanziata da sola e non ho provato nemmeno a chiedere nulla in cambio, perché ero consapevole del fatto che, la mia, fosse una fase di crescita…e non stavo nemmeno sul primo gradino. Si chiama umiltà, non sottomissione.

la mia esperienza alla Bit di Milano

  • Un travel blogger con una modesta esperienza, con un buon seguito e buone visualizzazioni, può iniziare quello che in gergo chiamano “scambio merce” ovvero un soggiorno, una cena, un servizio, in cambio di un articolo sul blog, produzione di materiale fotografico e post sui social network. Alcuni riescono ad avere anche una piccola fee, addirittura un rimborso spese viaggio e, essere inseriti in blog tour organizzati spesso dalle pro loco o uffici del turismo regionali, completamente spesati. Può, inoltre, iniziare a lavorare a progetti ben definiti e scrivere articoli sponsorizzati in cambio di un adeguato compenso.

E qui potresti dire: allora viaggia gratis? Eh no! Perché il travel blogger deve lavorare per ottenere quei servizi: deve scattare foto, deve essere attento osservatore, fare delle interviste se necessario, creare video e stories su Instagram. Non è in vacanza, sta lavorando e quel lavoro richiede anche una grossa parte da svolgere davanti al PC per la rielaborazione di tutti i contenuti prodotti. Quindi chiariamo una volta per tutte un concetto:

Quello del Travel Blogger è un mestiere che richiede talento, disciplina, tempo e fatica. Il resto è solo fuffa.

  • I travel blogger famosi sono retribuiti, e pure bene. In genere vengono ingaggiati dagli enti del turismo di una determinata località o da aziende del settore. Il loro è un lavoro a tutti gli effetti, hanno una Partita IVA e pagano le tasse. Alcuni, grazie alla loro esperienza, riescono a realizzare dei progetti paralleli: corsi di blogging, di social media, aprono agenzie di comunicazione e/o organizzano viaggi in collaborazione con grossi Tour Operator.

In sintesi il blog da sé non è quasi mai fonte di guadagno principale, ma il mezzo che ti porta lì dove vuoi arrivare.

Ma sono così importanti questi followers?

gruppo organizzato grazie al mio lavoro da travel blogger
Un viaggio di gruppo organizzato grazie al mio lavoro da travel blogger

Riapriamo adesso il dibattito sulla questione dei followers, uno degli argomenti più in voga tra noi travel blogger.

Se sono importanti i followers nel nostro mestiere da travel blogger? Certo che lo sono, direi fondamentali. Sono loro che ci seguono, che commentano le nostre foto, che prendono ispirazione dai nostri viaggi e che ci regalano anche slanci di caloroso affetto.

Dunque la domanda da porsi è diversa:

Che valore danno i miei followers al mio lavoro da travel blogger?

Perché se la vedi così la situazione cambia, e pure tanto.

Che valore ha un profilo Instagram con 50 mila followers comprati o ottenuti grazie a un bot non profilato, in cui nessuno interagisce perché non gliene importa un fico secco dei tuoi viaggi o dei tuoi racconti? Nullo, zero. Nessun valore.

Che valore ha, invece, un profilo Instagram di 3 mila followers che interagiscono, che seguono i tuoi viaggi, che ti scrivono, ti fanno domande e chiedono consigli? Tutto, mille. Grande valore.

La differenza è questa: puntare alla qualità e non alla finta quantità.

Il lavoro del travel blogger e la sottile linea tra Realtà (e) Finzione

street art catania

Ma siamo davvero così felici così come facciamo credere sui social network? Domanda abbastanza retorica che trova una facile risposta, eppure c’è ancora qualcuno che crede che la vita di un travel blogger sia fatta di cene gratis, gite in barca e festini. O per lo meno, questo è quello che fanno credere quelli che lo fanno con poca coscienza a mio avviso.

Io personalmente non faccio apparire magnifica ogni cosa e ogni viaggio che faccio, perché sarei falsa. Mi sono posta una regola: essere obiettiva e sincera con chi mi legge e si fida del mio giudizio.

Perché tante volte mi sono detta che avrei preferito rimanere a casa piuttosto che stare dietro ai bambini che piangono e si lagnano perché non vogliono visitare una città o un monumento. Perché viaggiare con i bambini è faticoso e non è vero che è un gioco da ragazzi. Se vuoi un esempio concreto vedi questa foto che ho pubblicato su Instagram qualche mese fa:

 

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I’ll never be an influencer (and I’m proud of it 😎) Oggi vi vorrei dire che viaggiare con i bambini è semplice e si può fare. Ma oggi non ve lo dirò. Non ve lo dirò perché oggi visitare Roma con i bambini, sebbene sia una città splendida, non è stato per niente facile. Chi scappava di qua, chi scappava di là. E ma sono stanco, e mi butto per terra. Stai fermo 5 minuti che facciamo una foto. Ma io devo fare pipi, e poi ho fame!! Lasciamo perdere il “capitolo” fai una foto decente quando sei con i bambini e quelle che vi pubblico sono la prova tangibile di ciò che dico 🤣 A proposito quale preferite? La 1, la 2 o la 3? No mi dispiace oggi non ve lo dirò, perché mi hanno sfinita, messa al tappeto 😜 Tuttavia, continueremo a viaggiare perché abbiamo ancora tante cose da vedere e vivere insieme. La giornata no capita a tutti, giusto? . . . #romewithkids #romewithchildren #familytravelbloggeritaliane #famigliegiramondo #travelwithkids #travelingwithkids #familytrip #familyfun #familyfirst #voyagerenfamille #voyagesetenfants #romabestphoto #yallersrome #travelbloggeritaliane #travelblogger #travelblog #mumofboys #mumblogger #mammeblogger #notonlymama

Un post condiviso da Chiara (@claireinsicily) in data:

Perché per fare quella foto perfetta (che poi a me non vengono mai) probabilmente hai dovuto fare 20, 30, 40 scatti. Cambiarti d’abito (c’è chi lo fa), tenere fermo tuo figlio che invece vuole solo andare a giocare. E poi c’è la post produzione: modifica la foto, imposta un bel preset su lightroom, taglia di qua, aggiusta di là, togli quel palo dalla foto che è brutto ed ecco che il pacchetto “travel dream” è servito.

Il lavoro del travel blogger: e la mia privacy?

un bambino che osserva il teatro di Taormina

Nel momento in cui decidi di diventare travel blogger accetti il fatto di rendere pubblico un pezzetto della tua vita. Questo pezzetto puoi edulcorarlo, renderlo più roseo e uniforme ma è il tuo pezzetto e decidi tu come fare. La decisione spetta solo a te.

Io ho scelto di raccontare alcune cose della mia vita ma di lasciarne fuori delle altre per preservare la privacy dei miei figli, in primis, e anche la mia. Quello che voglio dire è che va bene non svelare tutto. Ci sono cose che vale la pena lasciare soltanto ai pochi eletti membri del nostro cerchio emozionale (famiglia e amici).

Dove mi porterà questo lavoro da Travel Blogger?

Sono stati due anni di grossi sacrifici, nottate passate a scrivere, a studiare, a elaborare e rielaborare.

Ma soprattutto sono stati due anni magnifici fatti di viaggi e di esperienze nuove ed incredibili per tutta la famiglia. Ho avuto diverse porte chiuse (sbattute) in faccia e portoni aperti colmi d’affetto e stima. Messaggi e richieste di consigli sui viaggi, sul blogging.

travel blogger al ttg di rimini
Le mie amiche bloggers Barbara, Cristina e Stefania

Ho conosciuto persone straordinarie che sono entrate nella mia vita o che hanno incrociato il mio cammino. Ho pianto, ho riso e pensato tanto.

Ho fatto delle scelte e scommesso su me stessa al 100%, una scommessa ancora aperta.

Dove mi porterà questo lavoro da Travel Blogger? Non lo so, ma so bene dove mi trovo adesso, questo è quello che conta.

E tu cosa ne pensi della figura del Travel Blogger? Pensi sia un lavoro o solo un hobby? La tua opinione conta, ti aspetto tra i commenti.

A presto,

Chiara

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Informazioni su Claire 159 Articoli
Sono Chiara, mamma di due piccoli esploratori classe 2015 e 2013. Racconta-storie siciliane per passione ma con la valigia sempre pronta per vivere nuove avventure all'estero...

13 Commenti

  1. Chiara bellissimo articolo. Sono solo a pochi mesi dalla pubblicazione del mio blog e quello che mi sto apprezzando è il fatto di poter imparare tantissimo da questa nuova esperienza e il fatto di “incontrare” nuove persone anche se spesso solo virtualmente. È una crescita personale importante. Grazie per la tua vera, sincera testimonianza.

    • Ciao Rossella grazie davvero. Ho scritto questo post con la pancia, era da un po’ che desideravo comunicare ciò che provo nei confronti di questo affascinante mondo del blogging. Per me è stato l’inizio di avventure incredibili e spero che possa esserlo anche per te!

  2. Tantissimi auguri al tuo blog! Mi stupisco che abbia solo due anni, è ricco di articoli e in termini di posizionamento hai raggiunto ottimi risultati, quindi brava brava brava!! Ancor più dopo averti conosciuta dal vivo, e aver tastato con mano l’entusiasmo che traspare dai social 🙂

  3. Hai riassunto benissimo tutte le cose fondamentali! Ti confesso che ovviamente mi piacerebbe che il lavoro del blog diventasse un lavoro vero e proprio, ma alla mia età non mi faccio illusioni: sono entrata in questo mondo tardi (credo tre anni fa, se non ricordo male) e i miei numeri sono piccolissimi, quindi penso proprio che rimarrà un hobby. Ma va bene così, perché per fortuna ho un lavoro e quindi il blog è un hobby per me bellissimo. Anzi a volte è una valvola di sfogo e in ogni occasione è un’opportunità per condividere le cose che vedo in giro per il mondo.
    E come dici tu, è un modo per conoscere persone che condividono i nostri stessi obiettivi, e trovo che questo sia bellissimo 🙂

  4. Mi ritrovo tanto nella tua analisi e nelle tue considerazioni : tanto lavoro, spesso poco riconosciuto, ma anche tante piccole soddisfazioni e traguardi e consigli da condividere con chi ti segue seriamente! In bocca al lupo!

  5. letto tutto d’un fiato l altra sera! Articolo davvero sicero e utile per chi non conosce davvero il nostro mondo! io come dico sempre ho aperto il blog per passione non per soggiornare “gratis” poi il tempo ci ripagherà intanto abbiamo un bagaglio indimenticabile pieno di ricordi in tutto il mondo!ed è il regalo più bello che possiamo fare ai bambini!

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